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Secondo percorso

Da Piazza San Marco All’Arsenale, tra le calli del sestiere Castello

Il secondo percorso si articola tra le calli del Sestiere Castello, da Piazza San Marco fino all'Arsenale. Il percorso ha un tempo di percorrenza di circa un'ora senza considerare il tempo di visita delle diverse tappe. Tocca soprattutto restuari conclusi, ma anche uno in corso.
La caratteristica peculiare di questo percorso è quella di far conoscere al visitatore tipi di intervento molo diversi: da restauri conservativi di strutture architettoniche, a interventi di pulitura fino a restauri di affreschi e dipinti.

Si lascia piazza di San Marco percorrendo Riva degli Schiavoni ( a destra di Palazzo Ducale, la via che costeggia il canale). Si avanza fino a trovare sulla destra il Campo di San Zaccaria dove si affaccia l'omonima chiesa.

 


 

PRIMA TAPPA: CHIESA DI SAN ZACCARIA


facciata Costruita del VII secolo, poi riedificata nel XII secolo, l'assetto attuale della Chiesa di San Zaccaria risale alla seconda metà del '400 grazie all'intervento prima di Antonio Gambello e poi di Mauro Codussi. Tra il 2000 e il 2005, due interventi di restuaro hanno riguardato San Zaccaria: un intervento conservativo dei chiostri dell'ex-convento e il restauro delle tele di J. Palma il Giovane sulle portelle d'organo conservate in questa chiesa. Leggi la scheda completa

Informazioni per la visita:
Visite: lun-sab: 10.00-12.00 e 16.00-18.00. Dom 16.00-18.00.
Indirizzo: Campo S. Zaccaria, 4693 Castello cap 30122 - Venezia
Telefono: +39 041 5221257
Linee Actv: fermata S. Zaccaria
Biglietto d'ingresso: euro 1



Portelle d’organo della chiesa di S. Zaccaria

Davide vincitore All'interno della chiesa, la Soprintendenza è intervenuta al restauro delle portelle d'organo che si trovano attualmente nella Cappella di S. Atanasio o Coro delle Monache.
Dalla navata destra, si accede alla Cappella di S.Anastasio realizzata nel 1595 dopo prima sorgeva il coro delle monache. Sulla parete sinistra troviano il Davide vincitore di Palma il Giovane, che raffigura il trionfo di Davide su Golia. L'intervento è consistito nel rifacimento dei telai e nella pulitura della tela dalle impurità e dalle vernici ossidate.

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Ex Convento di S. Zaccaria

Davide vincitore Davide vincitore Uscendo dalla chiesa, dal n. 4693, si accede all'ex Convento delle benedettine, oggi adibito a caserma dei Carabinieri. Il convento era costruito attorno a due chiostri porticati (ancora intatti). I chiostri, che erano caratterizzati da segni evidenti di degrado, sono stati restaurati dalla Soprintendenza tra il 2001 e il 2005.
Si è proceduto con pulitura con acqua nebulizzata e impacchi di sepiolite all'ingresso della sala del capitolo.

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Usciti dalla Chiesa di San Zaccaria si gira a destra (dando le spalle a Riva degli Schiavoni) fino ad arrivare a Campo S.Provolo. Quindi si prosegue verso destra prima lungo d. Osmarin poi lungo d. Grecifino ad arrivare alla Chiesa di S.Antonin.

 


SECONDA TAPPA: CHIESA DI SANT'ANTONINO MARTIRE (S. ANTONIN)

Risalente secondo la tradizione al IV secolo, secondo altri fandata dai Badoer nel VII secolo, la chiesa è stata ricostruita nel Seicento secondo un disegno architettonico che potrebbe ricondursi all'architetto Baldassare Longhena.
La chiesa presenta una facciata piuttosto semplice, rimasta incompleta rispetto al progetto iniziale, con un finestrone semicircolare e un portale che dà accesso ad un vestibolo aperto verso la navata. L'edificio è a pianta quadrata con una profonda cappella centrale circondata da altari.
La chiesa è chiusa al culto dal 1982.

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impianti impianti La chiesa ha subito tra il 2000 e il 2001 un intervento di restauro conservativo, vale a dire la Soprintendenza è intervenuta in svariati punti dell'edificio per risolvere diversi tipi di problematiche dovute al degrado del tempo. In particolare, all'interno, sono stati restaurati gli stucchi del soffitto (con impacchi di scialbatura a calce) e sono stati recuperati gli intonaci e pennacchi della navata.


impianti Sono stati restaurati i dorsali lignei del coro. La fotografia raffigura i dorsali durante il restauro.


Intervento in corso

  • restauro conservativo (pronto intervento)
  • anno 2007 € 100.000,00
  • Responsabile del procedimento: arch. Favaro Tiziana

Leggi il programma triennale 2007 - 2009


 

TERZA TAPPA: L'ARSENALE

Da più di vent’anni la Soprintendenza è direttamente impegnata continuativamente e con propri finanziamenti per il recupero del patrimonio architettonico dell’Arsenale, seguendo un programma che ha sempre avuto come priorità il risanamento delle coperture, quale prima fonte di degrado degli edifici, ma che è attento anche a tutti gli altri aspetti della conservazione, compatibilmente con le risorse disponibili. Leggi la scheda completa

Il momento migliore è visitare gli spazi dell'Arsenale è durante le Biennali, che di solito si svolgono d'estate.


Le corderie

corderie Nel 1983 furono intrapresi i restauri delle Corderie che segnarono anche l’avvio di una fase di studio dell’Arsenale e di programmazione. I primi interventi riguardarono le strutture portanti del tetto e il manto di copertura, dallo sviluppo complessivo di circa 8.000 mq; nel restauro venne posta ogni attenzione alla conservazione dei legni e dell’assetto delle capriate, quasi tutte originali, limitando al massimo la sostituzione delle parti costitutive e lo smontaggio dei nodi.
Negli anni successivi vennero realizzati il pavimento e i serramenti e restaurati i portoni. Furono consolidate le scale metalliche, rendendole sicure per l’uso, e analogamente si operò sulle ringhiere dei ballatoi. Si procedette quindi al restauro delle superfici parietali interne intonacate e di tutte le strutture metalliche, testimonianza delle attività svolte nel tempo all’interno dell’edificio.Venne studiato il microclima e i processi di risalita capillare dell’umidità mediante un monitoraggio continuo per diciotto mesi e, sempre per le problematiche dell’umidità furono testate alcune tecniche di difesa (barriera chimica ed elettroforesi attiva e passiva).
Nel corso dei restauri furono condotti studi sulle strutture e sulle superfici architettoniche.

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Le porte

porta delle Artiglierie porta della sala delle armi Sempre nel 1983 furono avviati i restauri di alcuni tra i più rappresentativi manufatti architettonico-sculorei del complesso arsenalizio: la Porta di terra e i portali del Reparto Artiglierie e delle Sale d’Armi.
Il progetto e i lavori furono condotti secondo le metodologie, ora acquisite per la conservazione dei materiali lapidei, ma che allora rappresentavano, se non un’assoluta novità, certamente un modo avanzato e niente affatto usuale nella prassi operativa.
Vennero eseguiti rilievi fotogrammetrici e sulle restituzioni grafiche, furono sviluppate tavole tematiche analitiche per i caratteri costruttivi, per i materiali costitutivi e per le diverse forme di alterazione presenti sulle superfici architettoniche, redatte dopo accurate indagini visive e specialistiche.
Sulla scorta delle indagini e di campionature furono messe a punto ed eseguite le operazioni di pulitura, di consolidamento e di protezione delle opere.

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porta della terraDi particolare impegno fu l’intervento sulla Porta di terra, per la presenza diffusa di stuccature, incollaggi, consolidamenti e integrazioni realizzati con resine poliestere, ferro e cemento, in un intervento di restauro dell’inizio degli anni ’70 e che avevano determinato gravi danni e che risultavano di difficile rimozione.

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Tese all'Isolotto

restauro coperture Le operazioni di restauro delle Tese sud dell’Isolotto sono rivolte al risanamento delle coperture e delle strutture del tetto. Lo stato di conservazione delle strutture lignee è molto precario con rischio di crollo imminente. L'intervento prevede una particolare attenzione per il contenimento delle sostituzioni di parti e dello smontaggio dei nodi, al fine di mantenere, per quanto possibile, l'autenticità materiale e strutturale del tetto.

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Gru idraulica Armstrong

gru Commissionata nel 1883 dalla Marina militare alla Armstrong Mitchell & Co., la gru dell'Arsenale è installata sulla banchina orientale della grande darsena. Fu utilizzata a partire dal 1885 e fino agli anni '50 del secolo scorso. La gru è costituita di due parti: la struttura basamentale fissa e la struttura in elevazione mobile. La prima comprende il basamento e la ralla di brandeggio; la seconda, la piattaforma girevole, il braccio reticolare, il contrappeso e i sistemi di sollevamento. Il progetto di conservazione della gru a cura della Soprintendenza di Venezia prevede due fasi di intervento. La prima, di messa in sicurezza, di studio degli aspetti costruttivi e di funzionamento e di analisi della consistenza materiale e, la seconda, di restauro.

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